La reputazione di cui gode da secoli la “Nocciola di Giffoni”, sia in Italia che all’estero, è indubbia.

La coltivazione del nocciolo in Campania è antichissima. Numerose testimonianze si rinvengono nella letteratura latina (già a partire dal sec. III a.C.) e da reperti archeologici, quali ad esempio alcuni resti carbonizzati di nocciole, esposti al Museo Nazionale di Napoli.

La diffusione di questa coltura nel resto d’Italia sembra essere iniziata proprio a partire dalla Campania tanto che, fino alla metà del secolo scorso, dal porto di Napoli le nocciole venivano esportate in Francia e in Olanda. Tale divenne l’importanza di questo prodotto, nell’antico Regno napoletano, che dalla fine del Seicento esistevano uffici speciali per la misurazione dei frutti secchi.

La Tonda di Giffoni sviluppatasi in provincia di Salerno, nelle valli dell’Irno e del Picentino trova testimonianze già verso la fine del Settecento quando Vincenzo De Caro, storico salernitano, parlando dello sviluppo della coltura nel territorio di Giffoni scriveva: “l’albero della nocella è a tutti noto che alligna meravigliosamente nella maggior parte del nostro demanio”.

La Nocciola di Giffoni IGP è caratterizzata da un tipicità, l’elevata qualità fisico-chimica e le proprietà organolettiche di un prodotto.

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